giovedì 5 novembre 2015

MIX Newsletter / Novembre 2015 / Editoriale


FIDUCIA? 

Ciampi apriva le sedute del Consiglio dei Ministri informandoci sul grado di fiducia e il suo valore. Alcuni Ministri, grandi esperti di economia e finanza - Andreatta, Spaventa, Barucci, Savona, Baratta - coglievano immediatamente i segnali. Poi abbiamo imparato tutti - anch'io - che non si trattava di una virtù morale ma di un valore pesante, ancorché virtuale, nella graduatoria dei Paesi più industrializzati. Perciò in questi mesi ho seguito con ansia il recupero dell'Italia in questa speciale hit parade e mi rattrista constatare come politici di lungo corso, di tutte le parti, non apprezzano, non sostengano ed anzi lavorano per ridurre anziché potenziare il grado di fiducia. 
Non occorre essere sempre d'accordo col Governo o la maggioranza, perché anche dall'opposizione si può dimostrare che si è in grado di dare garanzie sulla tenuta complessiva del Paese. È interesse di tutti, di chi governa e di chi aspira a governare. 
Purtroppo, tenuto conto che per avere fiducia nel futuro, bisogna non temere di rimanere senza lavoro, di veder ridotta l'aspettativa di pensioni gratificanti, si sono incaricati cittadini dal posto sicuro, dipendenti del Comune di San Remo, a dimostrare scarso senso dell'onore prima ancora della responsabilità professionale, ferendo la credibilità di tutti i dipendenti pubblici corretti. Spero che il licenziamento "in tronco" - cosa serve di più della prova visiva? - e le conseguenze patrimoniali aiutino a credere che c'è volontà di giustizia nelle istituzioni. E il Comune di San Remo non faccia assunzioni per sostituire i fraudolenti, perché - a quanto pare - non servivano! 
A fronte di questi cittadini per i quali provo vergogna al posto loro, recentemente, il Presidente Mattarella ha insignito con le onorificenze della Repubblica 18 cittadini "normali" - i volti della Repubblica - e con la medaglia d'oro, alla memoria, un immigrato che ha sacrificato la sua vita per salvare quella di un italiano. 
Credo ci sia necessità di diffondere e far conoscere le buone notizie. 
Compito peculiare della Rai. La "nuova" Rai sia controcorrente: basta programmi di criminologia, di cronaca nera e nerissima, di spettacoli con insulti e parolacce. Del resto sono certificati i successi di alcune fiction dai valori positivi o programmi di cultura. 
Per Expo c'è stata una comunicazione idonea che ha reso l'idea della grandiosità dell’evento anche per chi non ha avuto l'opportunità di visitare l'esposizione internazionale. "Si vince uniti" ha ricordato, alla conclusione, il Capo dello Stato. Eppure all'inizio tante Cassandre facevano il tifo per l'insuccesso. 
Non ci sono Nazioni tanto masochiste quanto riesce ad essere l'Italia  tanto che, a successo registrato, c'è chi filosofeggia sui costi, sul debiti, sul dopo... È stato un evento che ci ha qualificati sul pianeta ed è bene e utile che si esprima orgoglio. Forse, per non attendere troppo le determinazioni future, sarebbe stato utile traguardare, fin dalla progettazione, la destinazione finale, prevedendo funzioni interscambiabili. Quattro anni fa il Consiglio Regionale lombardo approvò all'unanimità una mozione che collocava in quell'area la “città della giustizia”, per liberare il centro dal disumano carcere di San Vitttore e dall'inagibile palazzo di Giustizia, con la evidente prospettiva di riqualificare una strepitosa porzione di Milano. La zona Expo, servitissima  di collegamenti, sarebbe l'ideale anche per uno stadio (fortunatamente è tramontata l'idea di costruirne uno in Centro Città) e il bel teatro all'aperto, facilmente ampliabile, potrebbe servire per i grandi concerti che convogliano grandi folle.  La “città della conoscenza”? Benissimo! Col Campus universitario ci stanno bene gli impianti sportivi... ecc. ecc. ecc. Potrei continuare all'infinito. 
Mi preme ricordare che dopo Expo, Milano ha bisogno di una "visione" che faccia sognare i cittadini milanesi e li riporti con passione a votare, la prossima primavera, amministratori di qualità. Per primi i partiti devono proporre programmi che inducano speranza e fiducia. È l'occasione, con Roma e Milano, di guidare il futuro. Non solo crescita, ma sviluppo serve a motivare i cittadini. Due capitali tanto diverse - Madrid e Varsavia - agli occhi dei visitatori mostrano una performance invidiabile. Solo qualche anno fa, invece... 
Servono uomini e donne dalla caratura politica. È una evidente dichiarazione di incapacità di selezione da parte dei partiti la ricerca di "papi stranieri". Non basta essere manager, magistrato, o altro professionista per avere la competenza per guidare una città. Tra l'altro una delle difficoltà che vive il Paese è dovuta proprio alla trasposizione di ruolo: si tenta sempre di fare il mestiere di un altro, di giocare in campi altrui. È stato magistrale, in materia, un recente articolo di Sabino Cassese, che non si può certo dire non conosca le istituzioni e l'apparato pubblico. Mi interessa proporre un paio di riflessioni che riguardano il potenziamento della fiducia e trovo nella legge di stabilità degli agganci. 
Ad esempio, è tornata d'attualità la questione meridionale. Deve esserci una chiamata alla partecipazione di tutti i cittadini, a partire dal Sud. È vero che il Governo si sta impegnando, tuttavia, deve anche per quella parte importante d'Italia dimostrare di avere una visione. Il Rapporto SVIMEZ, recentemente presentato alla Camera dei Deputati, presenta una preziosa 'road map' delle urgenze. Se non bastassero i fatti! Messina senz'acqua: altro che ponte sullo stretto! Abbiamo pensato a cosa comporta il raddoppio del Canale di Suez, per il nostro Sud? Un numero maggiore di navi, e quindi di merci, attraverseranno lo Jonio per raggiungere Rotterdam, saltando possibili porti quali Taranto, Gioia Tauro, Napoli... Si pensi a quanto lavoro si svilupperebbe nei territori retrostanti. 
Un altro argomento mai prima affrontato con la legge di stabilità: si tratta di stanziamenti per combattere la povertà minorile, ma i titolari dei capitoli di spesa sono Ministero delle Finanze e Ministero del Lavoro, esclusi Istruzione e Salute. Non è definito chi li gestirà. Se si impantanano nella burocrazia delle competenze, ci saranno sprechi e scarsi risultati. Una rivoluzione sarebbe - finalmente! – un unico Ministero (per la Sicurezza Sociale oppure per i Servizi alla Persona) che coordini le competenze regionali in materia di integrazione sociosanitaria e assistenziale sempre invocata e mai realmente realizzata. Ci sarebbero meno sovrapposizioni di servizi e di erogazioni monetarie. E che  spending review, anche delle filiere burocratiche! 
Sarebbero molti altri gli esempi positivi da citare che - se conosciuti - possono suscitare fiducia. Purtroppo, credo che i primi a non aver fiducia in se stessi, oggi, sembrano i partiti. Certo hanno dato prove non esaltanti, ma tocca a loro autolegittimarsi. Innanzitutto dimostrando di non aver bisogno, e di non attendere, che sia la magistratura a fare pulizia. Esistono persone specchiate e competenti "coram populo". La loro valorizzazione, a prescindere dalle "sette" di appartenenza, evitando la deriva tecnocratica della politica che accresce, invece di guarire, la crisi di identità dei partiti, potrà recuperare fiducia. (m.g.

MIX Newsletter / Novembre 2015


Pensieri in viaggio / Novembre 2015

Carta di Milano
Sono stata cinque volte ad Expo e non sono riuscita a firmare la Carta di Milano. Mi sento moralmente firmataria e sono orgogliosa di questo lascito immenso per il futuro dell'umanità (purché la si attui). 

Carne sicura
Le carni italiane sono sicure, perché sottoposte a molti controlli sanitari. Infatti la veterinaria in Italia afferisce al Ministero della Salute, contrariamente ad altri Paesi. Mi sono molto rallegrata in questi giorni  perché da Ministro mi sono scontrata nientemeno che con Marcora, Ministro dell'Agricoltura, per mantenere la veterinaria - e perciò la competenza per la salute animale e alimentare - al Ministero della Sanità (si chiamava così allora).

Pregiudizi
Un giudice se è cattolico non è obiettivo, invece se laico e ideologicamente impostato sì?! Anche l'informazione è stata incompleta (maliziosamente ?): la Sezione del Consiglio di Stato, col dottor Deodato, è composta da cinque Consiglieri.  

ONU
Per i 60 anni di adesione dell'Italia, si è svolta una solenne e commovente cerimonia a Camere riunite a Montecitorio. Ban Ki  Moon ha molto lodato e ringraziato l'Italia per l’impegno nelle missioni di pace e ha ricordato quanto avesse voluto quella adesione De Gasperi che, purtroppo, non poté gioirne, perché morì qualche tempo prima.  
Alla standing ovation - se non ho visto male dalla tribuna - non hanno partecipato Sel e Destra. Anche rimproverando l'ONU (come ha fatto Renzi) per colpe che non possiamo dimenticare, non c'è dubbio che si tratta dell'istituzione in cui sono rappresentate le istanze di tutti i popoli e dove risuonano gli allarmi dei più vulnerabili.

giovedì 15 ottobre 2015

MIX ROMANO


DARE UNA MANO A ROMA

Non se ne può più... 
Non c'è canale televisivo che non ripeta la storia del "marziano" Marino. E' diventato sindaco perché ha vinto le primarie! Bene: se si vuole, si può ripetere il copione. 
Prima ancora del "coccodrillo" politico è scattato il toto nomine per il commissario, per i candidati, ecc. ecc. C'è qualcuno che pensa che si aumenti l'audience? Al massimo si appassionano i soliti invitati ai talk show e i giornalisti addetti ai lavori. 
La politica e i politici se non riprendono il loro ruolo, con decoro e competenza, non interessano più, e da tempo: basta ricontrollare le astensioni! Non dice niente - a contrariis - che anche lo sport più corrotto (Blatter, Platini) e dopato (Lance Armstrong) invece non perde consenso? Perché rimane la passione e la speranza che si può contare su nuovi campioni e nuove stagioni (US Open). 
Alla politica manca la passione e l'appartenenza. E politici competenti. 
Bisogna ripartire da qui e non dalle primarie che (come le parlamentarie) mettono a confronto candidati a prescindere. Forse si potrebbero fare tra persone che possono esibire stessa competenza, stesso curriculum, ecc. Comunque tocca ai partiti ricostruire la fiducia, assumendosi la responsabilità della selezione della dirigenza politica, del programma da proporre all'opinione pubblica per farsi votare, per sostenere l'attuazione del programma. 
Le primarie dimostrano l'incapacità dei partiti di individuare i candidati idonei; e in tal modo si sprigiona la fiera delle vanità e dei dilettanti allo sbaraglio. Si invocano manager, imprenditori e persone che, comunque,  non hanno mestiere politico. 
Sì, mestiere, non professione. 
Questa bisogna averla, altrimenti si fa politica perché non si ha una occupazione. Dovrebbero, anzi, dedicarsi al Paese, ai vari livelli istituzionali, coloro che sono già professionalmente affermati, altrimenti per alcuni si finisce per pensare solo alla carriera, ai vitalizi... Anche questo, però, è un argomento da trattare più seriamente che con demagogia populista. 
La nuova classe dirigente, tuttavia, non si improvvisa; serve l'affiancamento, l'esempio, la testimonianza, il consiglio, una specie di tirocinio in varie fasi e situazioni. 
Ci sono consulenze naturali e gratuite, per esempio gli ex parlamentari (c'è una Associazione). 
È che si è istillato nell'opinione pubblica un sentimento anti ex, come se fosse una colpa essere stati eletti dal popolo italiano. Io ne sono molto fiera. 
En passant, varrà la pena di ricordare che tra le personalità più ragguardevoli, veri esperti dei vari settori, sul piano nazionale e internazionale, si annoverano ex parlamentari.. Ci sono tante brave persone, ci mancherebbe! 
Ma non basta, perché l'onestà è prerequisito e non il solo requisito per assumere responsabilità pubbliche. È il rispetto dei cittadini, della dignità delle istituzioni e di se stessi che esige competenza, lealtà, rigore, austerità.  
La città di Roma, la capitale del Paese, merita rispetto, considerazione, responsabilità da parte dei partiti che esprimono i suoi amministratori. Ho conosciuto quanto bisogna amarla, conoscerla nel profondo, servirla senza sosta. È un grande onore. 
Il Campidoglio è meta di ogni personalità che giunga in visita, formale o privata, a Roma, ma è anche la casa dei Romani che scalano il Colosseo per protestare o si incatenano al Marco Aurelio per chiedere una casa, o delle  associazioni  che vogliono far sentire la loro voce. 
Non serve la captatio benevolentiae andando in bici o a piedi per la città. Piuttosto occorre usare i mezzi  che fanno lavorare meglio, che fanno risparmiare tempo nei trasferimenti, non creino impacci ai collaboratori, alle scorte, consentano di conoscere meglio la città. 
I cittadini apprezzano la soluzione dei loro problemi più che demagogiche performance.  
A Roma bisogna stare negli eventi mondani e visitare le borgate, stare vicino nei dolori familiari o condividere le gioie: celebrare matrimoni e assistere a funerali, di eroi o di poveracci. 
Non basta essere magistrati o rappresentanti della cosiddetta società civile (come non mi piace questa espressione!). 
Abbiamo esempi in abbondanza per evitare errori. 
Per ora il problema riguarda il commissariamento. 
L'imminente Giubileo non deve essere strumentalizzato per giochi che la politica non sa condurre  e che possono solo irritare ancor di più Oltretevere. I commissari devono essere nominati secondo le norme vigenti e il futuro deve essere organizzato con fair play tra le forze politiche, perché Roma, per tutte loro, non è un boccone facilmente digeribile. 
A qualsiasi candidato gioverà ripartire dopo la cura del commissariamento, per cui sarebbe utile non inquinare il Giubileo con la campagna elettorale e attendere il 2017 per le elezioni. 
Si ricordi la vicenda di Bologna dove un commissario della qualità di Anna Maria Cancellieri ha preparato il terreno per l’ordinata successiva amministrazione. 
So bene che sarebbe una lunghissima campagna elettorale da ora ad allora; ma possiamo immaginare i comizi e le attività di campagna elettorale, nel bel mezzo del Giubileo?! 
Credo serva un' intesa per una norma che lo consenta. 
Infine la politica si riprenda dignità:  le gogne che negli ultimi mesi e giorni hanno infangato persone e istituzioni sono intollerabili e indegne del minimo senso civico. 
Marino esce di scena e non sia inseguito da giudizi di piazza. Se c'è qualcosa di rilevante per i magistrati, c'è tempo e luogo per intervenire. Che ci siano tifosi e avversari appartiene alla dialettica. 
L'insulto e le umiliazioni sono, invece, ingredienti perfetti per diseducare alla passione civile e imbarbarire la società. 
Gassman ha suggerito come dare una mano a Roma. Non credo sia solo un'esortazione simbolica. 
Se ciascuno di noi pulisce davanti a casa, non sporca per terra, non sosta in seconda fila, rispetta le regole, avremmo una città diversa, che ci innamora e che ameremmo e che renderebbe i suoi amministratori orgogliosi e responsabili di tanto valore. (m.g.)

martedì 6 ottobre 2015

MIX Ottobre 2015 / Editoriale


EUROPA, EUROPA

Il fenomeno migratorio - non preventivato in tale dimensione dai politici - è la prova a fortiori di quanto non ci sia una Unione Europea e quanto sarebbe stato utile, invece, uno Stato federale europeo. Per 500 milioni di cittadini europei "l'invasione" di un paio di milioni di disperati, che cercano sicurezza di vita, non avrebbe creato nessuna delle situazioni che siamo costretti a registrare. 
Grave, innanzitutto, che dopo aver direttamente o indirettamente causato le guerre in atto in Medioriente, gli Stati occidentali non abbiano previsto, programmato e organizzato il da farsi. Tutto perché per decenni si è lasciato assopire lo spirito costituente dei Padri fondatori e, forse, perché c'è stato un allargamento eccessivamente accelerato, verso popoli che non erano stati formati democraticamente con i valori condivisi, ma solo ansiosi di entrare in uno spazio economico e monetario. 
Senza fisco comune, leggi comuni, politica di difesa e estera, unica e unitaria, la UE sta languendo, al punto da consentire agli scettici e agli avversari, di suscitare il dubbio che l'Europa sia inutile e dannosa. I comportamenti di chi pretende di dare "compiti a casa", o di prevedere la Grexit, o di accettare la schizofrenia inglese sono i virus immessi nella marcia verso gli Stati Uniti d'Europa. Se si vorrà essere protagonisti sulla scena planetaria non potranno essere tollerati nazionalismi, gelosi della "sovranità nazionale". Questa non è rispettata dalle grandi e gravi crisi internazionali, sovranazionali. Non bastano più nemmeno gli Organismi attuali, nati nel secolo scorso, quando il pianeta aveva ben altra configurazione economica e di potenze militari. Papa Francesco si è presentato agli Americani, nel saluto alla Casa Bianca, come figlio di una famiglia di immigranti, quelli che hanno partecipato a rendere sviluppato e ricco il nuovo continente. Usa e Germania hanno costruito la loro potenza sulla immigrazione.
I cambiamenti in atto sono continui e alcuni più accelerati di quanto ci si aspettasse: Cuba, Iran. Non tutto, come si suol dire, è oro che luccica. Anche per quello che accade in casa nostra. 
Non c'è dubbio che il Governo Renzi ha impresso all'agire politico il segno della novità, della velocità, con il rispetto delle scadenze che promette. C'è, tuttavia, una modalità per raccontare la politica attuale che non sembra fatta per informare nel merito. Non si tratta solo di contestare la spettacolarizzazione di alcuni talk show, per cui poco si spiega e molto si cerca di apparire. È il venir meno della funzione divulgativa e promozionale dei centri periferici dei partiti, perché ci si affida molto ai social media e alla visibilità dei leader. 
Il risultato è la facile polemica secondo cui "ai cittadini non interessa l'articolo 2" - ed è vero - ma nei fatti non si raccontano bene nemmeno le riforme che interessano i cittadini. Un esempio la "buona scuola": mai come ora la autonomia scolastica è stata davvero riconosciuta e fornita di mezzi. Se non si conosce, si impianta una preventiva difficile applicazione. 
È il destino di molte riforme, nate male, perché i protagonisti sono divenuti spesso avversari interni. Urge un "magistero orale" da parte degli eletti, in tutte le occasioni in cui si possono incontrare i cittadini, anche se il rapporto può essere difficile; questi imparano a conoscere gli eventuali futuri candidati nella quotidianità dell'impegno e non per la breve parata delle campagne elettorali e - peggio ancora - delle primarie o parlamentarie. Si vince l'antipolitica col contatto, il controllo sociale. 
In questa legislatura più di 220 parlamentari - di tutti i partiti - hanno cambiato casacca! Evidentemente non erano arrivati da convinti militanti, legati a un ideale, consapevoli che ciò comportasse disciplina, stare in panchina, appagarsi del grande ruolo di rappresentanza democratica ottenuta dai cittadini... curiose certe censure sul "mercato" dei parlamentari. Chi di mercato ferisce - certificato in aule giudiziarie - di mercato perisce... ma è una indecenza. 
Altro danno che viene dalla evanescenza dei partiti. Come siamo lontani da quanto scriveva sul Popolo del 12 dicembre 1943, Alcide De Gasperi: "Lavoriamo in profondità, senza ambizioni particolaristiche, con alto senso del dovere, non curanti delle accuse di essere troppo a destra o troppo a sinistra, secondo il linguaggio convenzionale della superata topografia parlamentare. In realtà ogni partito realizzatore sta al centro, fra l'ideale e il raggiungibile, fra l'autonomia personale e l'autorità dello Stato, fra i diritti delle libertà e le esigenze della giustizia sociale". Non osino mettere in un Pantheon su misura De Gasperi quei partiti che non capiscono nemmeno questo pensiero dello statista trentino! Non lo imitano certo quei politici che arruolano i propri familiari come diretti collaboratori con rispettabili emolumenti. 
Maria Romana, segretaria del Presidente, non riceveva alcun compenso, perché secondo De Gasperi sarebbero stati troppi due stipendi, nella stessa famiglia, a carico dei cittadini. Divenuto leader, già anziano, ha pensato e agito da giovane, sognando in grande e guardando lontano, ai diritti delle generazioni future. 
Il primo dei quali è vivere in pace. Per questo più che una comunità monetaria, voleva una Comunità Europea di Difesa - la CED - ma morì col dispiacere di aver constatato che nonostante i guai della guerra i nazionalismi faticavano a ridimensionarsi; proprio come oggi! "Quello che ci volle - rifletteva De Gasperi - per fare un'Italia, dove ogni città nei lunghi secoli di servaggio aveva appreso a detestare la città vicina bisognerà fare per l'Europa. Si parli, si scriva, si insista, non ci si dia tregua: che l' Europa resti all'ordine del giorno". Lo Statista ancora affermava che "per unire l'Europa è forse più necessario smobilitare che costruire: disfare un mondo di pregiudizi, di pusillanimità e di alterigie, disfare un mondo di rancori". Smobilitare e costruire è il tempo che attraversiamo. Mi si è delicatamente rimproverato di non contestare certe “riforme” che stanno procedendo (spero!) nel nostro Paese. Il fatto è che siamo rimasti incartati per troppo tempo e quindi sentire entusiasmo, voglia di scrostare meccanismi, che bloccano la democrazia invece di vitalizzarla, mi fa sperare in una ripresa di civismo. 
Se la politica funziona, poi sarà in grado di correggere gli errori, con lo stesso coraggio e tempestività. È sempre possibile galleggiare e attendere ancora anni, dopo che abbiamo alle spalle una serie di fallite Commissioni Bicamerali e di sinedri di saggi e costituzionalisti nominati dal Capo dello Stato. Un tentativo nemmeno tanto mascherato è di porre le assemblee parlamentati di fronte a milioni di emendamenti. Un sistema democratico non decidente non serve i cittadini che hanno il diritto di veder riconosciuti i loro bisogni con la stessa celerità con cui si presentano. Sul piano internazionale - soprattutto europeo - serve dimostrare che l'Italia si riforma. Bisogna tornare alla politica; lo ripeteva spesso Einaudi che "bisogna conoscere per deliberare". I dati sono eloquenti: si può barare nell'interpretarli ma rimangono lì e giudicano le improvvisazioni, le superficialità, le ignoranze. 
Qualche volta i politici, quasi per avvalorare il rispetto dei dati, scelgono tecnici per governare. Che si sia constatato che non funziona, ormai è certo. Anche la DC era ricorsa agli "esterni" ma si è capito che la politica "non si rifà la faccia" con le scorciatoie. Solo la motivazione sostiene l'impegno. 
I laburisti affidano a un leader di 66 anni il rinnovamento del partito. In Catalogna c'è una grande partecipazione al voto di coloro che hanno un sogno da realizzare. Purtroppo gli altri rimangono a casa... così vince il populismo, che è irrazionale ma alimentato da progetti ancorché illusori. Che sarebbe la Catalogna senza Spagna, fuori dall'Europa? 
C'è una contaminazione, che può diventare contagio infettivo, se non si sostengono i cittadini con la testimonianza della buona politica. La politica è un'attività tremendamente seria, perché deve offrire soluzioni ai problemi del cittadini, con una visione ampia, una visione del mondo. 
Sia con l'enciclica Laudato sì che coi discorsi nel suo pellegrinaggio americano, Papa Francesco non ha mai fatto proclami politici, piuttosto ha richiamato ciascuno a specifiche responsabilità - i governanti alle loro - perché il mondo è interconnesso e non c'è modo di evitare che i comportamenti di ciascuno non lascino traccia e non creino conseguenze sulla vita di tutti gli altri. "Vivir para servir, sin servir no es vivir": incredibile forza di una frase. Un programma. Viene da dire che chi si disinteressa completamente della politica è giudicato non una persona pacifica, ma inutile. (m.g)

Pensieri in viaggio / Ottobre 2015


Sconosciuti 
A Roma, morta da due anni e nessuno si è preoccupato. A Milano, in tre mesi cinque casi di persone morte e lasciate per giorni e mesi senza un gesto per richiamare attenzione. La solitudine è un danno collaterale in una società che non è comunità. E pensare che il vicinato è un elemento di sicurezza, se lo si coltiva, anche in una grande città. “ Se brucia la casa del tuo vicino la cosa ti riguarda e molto”. (Orazio) 

Giornate
Ci sono 127 Giornate - International Day - proclamati dall'ONU più 29 “speciali” proclamate in Italia. Ce ne sono alcune che condivido: servono a ricordare per noi smemorati che ci sono “fatti” che ci riguardano. Il 4 ottobre è la "giornata del dono". Bisognerebbe parlarne. Il dono ha un grande valore umano e anche economico. Gli economisti lo sanno. Vale lo stesso per il 2 ottobre “festa dei nonni”: che prezioso dono i nonni! 

Bandiere
Sporche! Avevo firmato una legge per preservare il decoro della bandiera. Chi ha l'obbligo di esporla dovrebbe averne diverse copie per poterle lavare spesso!