mercoledì 15 ottobre 2014

Pensieri in viaggio - Ottobre 2014


Malala. 
Felice con lei e per lei, che ha dimostrato che vale la pena di combattere per rendere migliore il mondo. Una adolescente, vittima dei Talebani, ha sconfitto l'oscurantismo e il disimpegno del mondo, per dimostrare che si apprezza la libertà solo con la cultura. La liberazione delle donne, in ogni regione del globo, avviene solo attraverso l'istruzione. Questa è la sfida globale che coinvolge tutti gli Stati e tutte le persone istruite. 

Sovversivi. I sindaci disobbediscono al Ministero che dichiara non essere valide le nozze gay perché' non c'è la legge. Se una istituzione contesta le Istituzioni, cosa faranno i cittadini?  Se non c'è una legge per il matrimonio mancano anche le norme per gli eventuali divorzi. Quindi non di diritti si tratta, ma di ideologia. 

Sovversivi. C'e' un giudice a Berlino! La Corte d'Assise di Palermo ha corretto L’obbrobrio istituzionale di quei magistrati che hanno messo sullo stesso piano il testimone Napolitano con imputati colpevoli pluriomicidi mafiosi (introdotti al Quirinale, ancorché per via telematica), che concezione hanno dell'onore delle Istituzioni? 
Ideologia contro diritto e democrazia (e buon senso). 

Sovversivi. Sindaco ed ex Magistrato irride la sentenza e contesta i magistrati. De Magistris non voleva essere un campione di legalità? Sempre ideologia nelle scelte opportunistiche.

Antica. Alcune signore, ormai grandi, adulte, mi hanno chiesto il profilo Facebook e alla mia ammissione di non averlo, mi hanno apostrofato: come è antica! Hanno, forse, ragione. Molti politici devono la loro notorietà ai social network, io preferisco le piazze fisiche a quelle virtuali. Non aspiro a rimanere per sempre in giro per il mondo... l'ho fatto in lungo e in largo a suo tempo per conoscere, a tu per tu, luoghi e persone vulnerabili.   

Ticket. In sanità' - specialmente per i farmaci- sono una scelta di disequità, perché colpiscono il malato. Più lunga e grave la cura più ticket. E, se si basano sul reddito, sono doppiamente iniqui, perché a causa della evasione, cosi diffusa, sono premiati i furbi. Costa anche la loro gestione amministrativa!  

Telefono amico. Buon compleanno! In questi giorni compie 50 anni. In  questo campo è stata forse la realizzazione più significativa del secolo scorso. A Milano, prima in Via Numa Pompilio e poi all’Angelicum, per iniziativa di Padre Eligio, è nato il Telefono Amico. E’ stato il fratello maggiore di tanti altri Telefoni (Rosa, Azzurro, ecc.). Dall’ascolto delle disperazioni dei giovani, Padre Eligio ha elaborato il programma delle comunità di vita, per la ricostruzione fisica e interiore dei “disperati” del nostro tempo; per costruire un Mondo X, un mondo per l’uomo nuovo. 
Il simbolo è un gallo giravento con il motto: “tempora tempera tempore”. 
026366: Telefono Amico è la via più celere per accedere alle 30 comunità di Mondo X che sono disponibili, gratuite per tutti e per sempre.

MIX Ottobre 2014


"Cambio d'epoca" 
(e non cambiamenti epocali) ha detto Papa Francesco nel presentare il Sinodo, che affronterà le sfide della pastorale familiare. Si dovranno ascoltare i “battiti” dell'uomo d'oggi e sentire il suo "odore". Alla politica, invece, manca ancora questa consapevolezza: che non sono in gioco riforme epocali, ma il cambio di paradigmi, perché il mondo è cambiato e per essere contemporanei occorre analizzare i segni dei tempi, con occhi e criteri nuovi. Viceversa è come mettere una toppa in un tessuto vecchio, che si strapperà... I sondaggisti descrivono le intenzioni di voto dell'opinione pubblica. La politica -buona- guida i fenomeni, non si fa trascinare e non dovrebbe solo inseguire i sondaggi, ma almeno “annusare” l'aria che tira. Da tempo doveva essere chiaro il danno che avrebbe recato un certo populismo sfociato nell'antipolitica, ma ci si è illusi che bastassero un po’ di decisioni "maquillage" per riconquistare credibilità, ignorando che sarebbe stato sempre peggio.
I Partiti hanno perso lentamente ruolo e significato, perché non hanno avuto il coraggio di rinnovarsi nella forma, nelle finalità, nel reclutamento. Mi sembra il pianto del coccodrillo il nostro: di noi PD! Mancano le tessere perché non siamo affidabili, se per primi sosteniamo... faticosamente il Governo. Gli iscritti e gli elettori vorrebbero vedere unità di intenti (non unanimismo), che renda forte il Paese insieme col Governo.  Anche le persone meno avvertite, che non conoscono i sofismi della politica, intuiscono le manovre di chi ha avuto tempo e potere per modernizzare il Paese e, invece, ha tergiversato perdendo i treni che passavano anche in Europa. Era bello lo slogan "Prima l'Italia": era un messaggio e un programma. Sono poi arrivati i decreti “Salva Italia”, “Sblocca Italia”. Se non si...sblocca, tutti gli sforzi e i sacrifici chiesti agli italiani sarebbero vanificati e i cittadini ancor più lontani (da tutti). 
Se due elettori su tre del PD bocciano i sindacati perché li “accusano” di fare politica (e non è il loro mestiere) e di rappresentare solo i pensionati e chi è già occupato, non sarà facile fare spallucce; serve, invece, un cambiamento adatto al tempo nuovo. Anche per la discussione sull’articolo18 sarebbe stato auspicabile, come richiederebbe una trattativa che si voglia portare a buon fine, di “accantonarlo", sospendendone i giudizi ultimativi, fino a quando si fossero risolti tutti gli altri punti, meno impegnativi e divisivi. Chi vuole mantenere la pregiudiziale intende fare una battaglia ideologica piuttosto che confrontare i contenuti del dibattito.  Tocca alla politica, nella sua più elevata forma, costruire consenso attraverso il confronto. Ma se la politica latita lascia dei vuoti: chi li colmerà? Secondo il Censis, in Italia ci sono quattro vuoti: il lavoro, il ruolo dei cinquantenni in crisi (sono i baby boomers che avrebbero dovuto cambiare il mondo), la scuola (e l'università col calo delle immatricolazioni), le diseguaglianze territoriali. Occorre impedire che i vuoti si allarghino.  Aggiungerei un altro vuoto: la politica. Non è perditempo. Costruisce speranze e senso di appartenenza, ma deve essere vera, non quella che l'opinione pubblica oggi denigra. Lo spettacolo delle sedute del Parlamento, le risse interne ai singoli partiti, l'ignoranza di certa classe dirigente non sono veicoli per conquistare simpatia e consenso. Le ripetute votazioni per eleggere i membri di Corte Costituzionale e CSM sono esempio di ciò che non deve accadere. Infatti il Parlamento rischia di  diventare irrilevante se non decide; perché non avere i candidati eletti al primo scrutinio? La democrazia rappresentativa deve essere decidente; in caso contrario diventa debole e, alla fine, delegittimata. E se il Parlamento lascia un vuoto, il Governo lo occupa. La democrazia parlamentare è forte quando rappresenta la storia, la cultura, le aspettative del suo popolo. Bisogna essere preparati a tanto ruolo.  
Quando esco da Fiumicino mi chiedo quanti dei nostri politici conoscono la strage di Kindu, ricordata dal monumento marmoreo che si trova nei pressi della corsia d'ingresso dell'aeroporto; e il bliz di Entebbe? Le stragi brigatiste o la storia delle lotte sindacali? Ci vuole un retroterra culturale e anche un po' di esperienza lavorativa, prima di dedicarsi alla politica, cioè al nostro prossimo, con dignità e competenza. Il politico "efficace" non sarebbe criticato per la sua indennità o come membro di una casta arrogante. Genova insegna. Ci sono i finanziamenti e invece mancano le opere. Lo stesso discorso vale per le centinaia di adempimenti attuativi di leggi e decreti che non sono ancora stati completati. Il politico non è un ingegnere né un funzionario, ma controllore e facilitatore sì! Se sta dalla parte dei cittadini deve sollecitare, seguire e supportare i responsabili delle procedure. Non costruirà i ponti, ma farà da ponte fra amministrazione burocratica, servizi e strutture (a suo tempo ho provato e so che si può fare). Non si arriva a responsabilità importanti con le primarie! Ci deve essere una selezione che viene dal lavoro sul territorio, in associazioni, all'università, in aziende, nel volontariato. I partiti non scelgano espressioni di corporazioni (il cattolico, il medico, il precario, il sindacalista, ecc.). Quando si è eletti non si appartiene più alla propria squadra; si rappresentano tutti i cittadini “senza vincoli di mandato”. E infatti le ultime primarie non hanno avuto un gran successo e molte delle  precedenti hanno sortito risultati diversi da quelli attesi. Quelle "chiuse" del 30 dicembre 2012 hanno creato correnti e hanno reso "liquidi" i gruppi parlamentari (si ricordino i voti a scrutinio segreto). E’ come se la politica fosse fuori tempo; il mondo corre e la politica rallenta: invece che sincronica coi bisogni dei cittadini è diacronica. Confusione e incertezza invece che armonia e speranza. 94.000 cittadini Italiani quest'anno se ne sono andati all'estero: "esportiamo" i migliori che abbiamo preparato coi sacrifici delle famiglie e con l'impegno delle nostre istituzioni. Coltiviamo un po' di ottimismo, costa meno del pessimismo.  (m.g.)

P.S. Mi hanno telefonato alcune persone per chiedermi come iscriversi al mio partito. Ho dato le indicazioni; spero siano anche ben accettate. 

venerdì 26 settembre 2014

MIX Settembre 2014 / Apertura


CORAGGIO: scegliere con il cuore
CORAGGIO è responsabilità, è vincere l’indifferenza e metterci in gioco, sporcarci le mani, assumerci dei rischi per fare ciò in cui crediamo. 
CORAGGIO è scegliere ciò che è giusto: difendere la vita, difendere chi è più debole, agire con coerenza senza lasciarci intimorire dalla paura di fallire, dalla consapevolezza dei nostri limiti, ma provando a superarli per essere migliori, abbattere i pregiudizi.
CORAGGIO è cogliere la sfida di ciò che e nuovo e diverso, è aprirci al dialogo, al confronto, alla condivisione,è accogliere l'altro con serenità e positività, disposti a rinunciare a qualcosa, a metterci in discussione con umiltà perdonare.
CORAGGIO è perseverare, avere costanza negli impegni presi, senza arrendersi di fronte alle difficoltà, alla fatica, al sacrificio, alla sofferenza, senza cedere alla  tentazione di tornare indietro, di rinunciare.
CORAGGIO è saper riconoscere i propri sbagli e ritornare sui propri passi, rialzarsi e ripartire.
CORAGGIO è fermarsi e riflettere, è partire ma anche restare.
CORAGGIO è cambiare rimanendo autentici. 
La vita vissuta con CORAGGIO è autentica: CORAGGIO è sogno, è vivere, non lasciarci vivere!  

(carta del coraggio, Route San Rossore 2014) 

MIX Settembre 2014


CONCORDIA DISCORS

L'estate non è stata priva di argomenti. Anche per i media poco gossip e molti approfondimenti. L'Europa è stata protagonista per le nomine, il tormentone del conflitto rigore/flessibilità e, purtroppo, anche per le scelte (non fatte) in merito ai conflitti armati veri su cui l'occidente balbetta senza una strategia. Si sono cominciate le guerre e non si sono programmate le exit strategies. Si è pianto la morte di un'orsa, mentre non c’è aria di indignazione e dolore per le decine e decine di migranti naufraghi, di cristiani massacrati ovunque, tutti i giorni. Muore anche la nostra civiltà quando non mette in campo un vasto dibattito sui suoi valori fondanti, per reagire alla perversione di una violenza che tocca tutti i gangli della società sotto diverse forme: femminicidi, omicidi di minori in culla, annegamento di profughi, e si può continuare. 

Forse la politica ha moderato i toni, anche se all’antipolitica si stanno comunque offrendo molti argomenti. La vicenda delle nomine alla Corte Costituzionale e al CSM ha mostrato quanto la politica non sia ancora uscita dal suo vecchio guscio. 
Perfino io che non sono in Parlamento vengo rimproverata, perché ormai si fa di ogni erba un fascio. 

L'opinione pubblica -soprattutto quella sprovveduta di sofisticate analisi, ma che vota!- si accorge che i tempi della politica sono incompatibili con quelli della società, che è globale, anche per chi non se ne accorge. Il premier fa di tutto per ...correre. Cerca di stare dove la rappresentazione dell'Italia reale consente di lanciare segnali di fiducia. Ha aspettato a Genova l'arrivo della carcassa della Concordia: ha voluto sottolineare il risultato di un lavoro di squadra di professionisti e di tecnologia che il nostro Paese è in grado di mettere in campo. Non è andato a casa di Confindustria per l'Assemblea annuale, ma ha partecipato a quelle periferiche. Visita le fabbriche innovative, le scuole, anche quelle di difficile collocazione, ma simboliche. Ne spara tante -si direbbe- ma con l'intento di suscitare ottimismo nel Paese. Eppure anche gli 80 euro promessi ed effettivamente erogati non hanno attenuato una serpeggiante e diffusa sfiducia. C'è qualcosa di indefinibile che blocca il Paese e che richiede a ciascuno un esame di coscienza circa l'impegno a  favore della comunità. Non può essere che ci vogliano premi incentivanti per fare il proprio lavoro; non può essere che senza incentivi le aziende non investano. Manca il senso del dovere, del rispetto degli altri, della buona educazione. Si osservino i comportamenti in strada di automobilisti, pedoni, vigili... Cominci la politica! 

Coraggio! È la parola d’ordine della Carta che gli scouts hanno approvato, in agosto, a San Rossore. Questa Route ha dedicato approfondimenti e assunto impegni anche per il cimento dei giovani in politica. Era ora: altrimenti dove trovare nuove generazioni di politici cattolici? La Route del 1986 aveva escluso espressamente la partecipazione di politici e mi ero molto "offesa", perché venivo dall’Agesci (ero allora deputata). A San Rossore invece qualche politico c'è stato: è notoriamente scout Matteo Renzi.
A proposito, che provincialismo contestare la localizzazione della Route! Evidentemente i critici ambientalisti non conoscono la cultura e le consuetudini degli scouts, i quali lasciano gli spazi dedicati alle attività, in uno stato molto migliore di come mediamente li trovano. Coraggio anche in politica estera, che è fondamento e prosecuzione di quella interna. L'estate ci ha proposto, attraverso le immagini rilanciate dai media, ecatombi di migranti e di cristiani o, comunque, di minoranze in diverse parti del pianeta, e in particolare in regioni assai vicine all'Italia. Da De Gasperi a Moro ad Andreotti l'Italia ha saputo in passato essere un play maker di diplomazia nel mediterraneo e nel vicino oriente, da alleato leale ma autonomo, "consulente" ascoltato dai Potenti. 

Da qualche anno non è più così, ma urge riprendere il filo di una matassa intricatissima. La guerra di  George W. Bush ha favorito la ripresa di forze che affidano all'integralismo religioso la ridefinizione di una loro identità politica. La situazione è certamente difficilissima e complessa ma occorre spiegare alla opinione pubblica i passi necessari che  l'Italia farà insieme con gli alleati. Una politica attiva in questo campo serve anche ad individuare una strategia per le ondate di migranti rifugiati, che non divengano "merce" di propaganda politica contro ogni nostra appartenenza a consessi internazionali. Con Mogherini l'Italia ha ottenuto una posizione in Europa che può essere un blocco di partenza. Tuttavia non ci sarà una politica estera europea senza una difesa europea, senza fisco europeo e senza finanza europea. I Padri fondatori vollero l'Europa perché non si ripetessero le guerre del secolo scorso; oggi i nostri governanti guardino il paesaggio offerto dalla "terza guerra mondiale a pezzetti" e suscitino nelle nuove generazioni il desiderio degli Stati Uniti d’Europa per difendere una identità culturale di democrazia e tolleranza  e per rendere  più equilibrate le sfide mondiali, nei settori tattici e strategici. Il semestre europeo a guida italiana è avanzato ma lo spirito europeista non alita nel Paese. E' vero che le riforme interne hanno più presa, ma sarebbero anche facilitate da un qualche elemento coesivo. 

Mi duole veder il PD così esitante (eufemismo) non nell'assumere acriticamente i proclami del premier, ma almeno nell’esprimere un pò di entusiasmo. Si rimprovera al premier, per esempio, di aver presentato il piano delle infrastrutture con finanziamenti già da tempo deliberati. Allora perché non si sono spesi e le opere non realizzate? In altri settori si evocano decisioni precedenti a questo governo: perché non abbiamo spinto per vederne i risultati? Da quanti anni si agitano le riforme? Forse il centrosinistra ha preferito essere “schizzinoso” nel cercare le alleanze utili e possibili (contrariamente a quanto facevano DC, PCI, PRI…)? Renzi si è intestato il 40,8 e il PD non vuole mantenerlo? Il mondo corre, cambia velocemente: bisogna scrutare il futuro per accompagnare i fenomeni e non essere trascinati, senza aver scelto dove. È un passaggio stretto per tornare alla politica, sconfiggendo disfattismo e antipolitica. Renzi con le sue scelte -nel decidere dove andare e dove non andare, di ricevere o non ricevere delegazioni o sindacati- sta riportando al centro il primato  della politica. 
(m.g.)

giovedì 25 settembre 2014

Pensieri in viaggio / settembre 2014


Roma 1 
Roma Capitale! I francesi o i tedeschi avrebbero scritto Parigi Capitale o Berlino Capitale? Che spreco cambiare tutte le livree dei mezzi, i loghi, la segnaletica. Altro che bilancio difficile se si spreca... Alle Giunte Rutelli o Veltroni non sarebbe proprio saltato in mente che Roma non fosse nota in tutto il mondo come capitale d'Italia!  

Roma 2
Ore 12.12 di giovedì 18 settembre (ma vale per ogni altro giorno) nel quadrilatero delle Bermude: Corso, piazza S. Eustachio, piazza della Minerva, piazza della Rotonda, piazza Capranica, via Colonna Antonina, piazza Montecitorio, piazza di Campo Marzio, piazza del Parlamento, largo Chigi, ci sono camion che scaricano ( a Mezzogiorno !? ), decine e decine di Van,  NCC, mezzi  dell' AMA, bus a due piani. In quale capitale non ci sono orari di carico e scarico?  I pedoni non possono passare e i residenti sono assediati. 

Donne 1
Quote (rosa ovviamente) al governo. Quote in Europa. No quote alla Corte Costituzionale? 

Donne 2
Anche le donne protagoniste e vittime dei fondamentalisti: vietato studiare, obbligo infibulazione, indottrinamento. Solo la cultura le salverà. L'alfabetizzazione è lo strumento per renderle consapevoli. 

Orrore
Gole tagliate come in un sacrificio liturgico! Ci sono uomini e donne occidentali che si affidano all'Islam fanatico, trovando un senso alle loro vite. Le nostre culture e civiltà perché non suscitano passioni ed entusiasmo? Riflettiamo per non trovarci a un punto di non ritorno.  

Cultura e culture
Per non offendere gli altri, i cattolici (?) rinunciano al crocifisso, al presepe... Un musulmano non rinuncia a pregare in qualsiasi luogo, quando è il tempo della preghiera. Rispetta il Ramadam, indossa abiti rituali, rispetta il giorno di riposo. Proprio come noi! 

Come i politici
Prima che cominci il Sinodo sulla Famiglia esce un libro che contesta tesi che i padri sinodali non hanno ancora deliberato. I cinque prelati autori avrebbero potuto aspettare le conclusioni, dopo aver partecipato. E a Francesco credo non possa interessare di meno! Per i media, invece, la comunione sì la comunione no ai divorziati è un tormentone. Proprio di chi non conosce quanto altro arricchirà il dibattito nelle sale vaticane.  

Alzheimer
Il 21 settembre è stata la Giornata Mondiale dell'Alzheimer. La drammatica esperienza delle famiglie che hanno un malato induce a chiedere alle istituzioni di favorire la ricerca, ai volontari di supportare con adeguata formazione le persone che ne sono toccate, al nostro Sistema Sanitario di offrire le prestazioni ad oggi possibili, non essendo ancora a disposizione la cura. La Non Autosufficienza deve essere una priorità. 

lunedì 15 settembre 2014

AVVENIRE / 13 settembre 2014


SANITA': Padre Patriciello
Caro Direttore,
la lettera di Padre Patriciello, drammatica e nobilissima, pubblicata ieri su Avvenire, mi ha addolorato come cristiana, preoccupato come cittadina, scandalizzata come ex ministro della sanità.
Mi permetto di sottolineare alcuni aspetti nella prospettiva politica, perché in questo ambito sento una precisa responsabilità personale. 
Il primo riguarda il fatto che dopo tanti anni di impegno per una crescita seria e omogenea del nostro servizio sanitario nazionale dobbiamo purtroppo riconoscere che la regionalizzazione ha portato in alcune parti del paese ad un arretramento della qualità complessiva. E' un aspetto che sembra un tabù indiscutibile;  dobbiamo invece avere il coraggio di ridiscutere il significato civile di un'autonomia che non ha prodotto i risultati che ci attendevamo. Le liste d'attesa riportate da Patriciello sono assolutamente inaccettabili sul piano clinico per quella riferita gravità delle condizioni di salute. Non capisco perché non siano altrettanto  inaccettabili anche per chi governa la sanità a livello regionale. 
Un secondo aspetto riguarda una visione delle cure mediche come valore fondamentale per la crescita complessiva della comunità e non come atto tecnico separato. La medicina non è proprietà degli operatori sanitari e neppure dei programmatori, ma dell'intera comunità. Per troppo tempo su questo piano abbiamo rinunciato ad una guida forte della politica (quella vera e non quella dei faccendieri). in questa prospettiva mi auguro che la forza umana e politica di Renzi possa indurre a qualche drastico ripensamento.
Un terzo commento è di carattere organizzativo: perché a Napoli non vi sono sistemi strutturati per fissare gli appuntamenti? perché si dimettono dagli ospedali persone in gravi condizioni di salute, senza preoccuparsi che nel territorio possano trovare un'adeguata continuità assistenziale? non si possono addurre scuse di carattere economico, perché i finanziamenti sono assolutamente adeguati. A meno che non vi siano sprechi, ruberie, prevaricazioni... L'offrire l'intramoenia al posto di una prestazione pubblica è un reato...
Grazie per l'ospitalità, caro Direttore. Mi auguro che Padre Patriciello senta attorno a lui il calore di una solidarietà che non è solo verbale
Mariapia Garavaglia