martedì 31 marzo 2015

Pensieri in viaggio 2 / Marzo 2015


Mi piace
L’allungamento dei termini per la prescrizione.

Non mi piace
La maternità surrogata, lo scambio di ovuli. 
Mi preoccupa se ciò che è umano diventa una cosa. 

sabato 7 marzo 2015

MIX Newsletter / 8 marzo 2015



MIX Newsletter / Marzo 2015


Vertigini

La visione dei telegiornali italiani ed esteri e la lettura dei giornali procurano quasi una vertigine. L’avanzata del terrorismo islamico, i giovani occidentali che si arruolano, la babele della politica interna, omicidi di giovani e bullismo di giovanissimi: si rischia di lasciarsi sopraffare dalla ineluttabilità invece di riflettere sulle cause di mondi tanto rovesciati e applicarsi a modificare le condizioni che ne sono la causa.  
Le piazze italiane antagoniste protestano e non propongono. Se Renzi “va a casa” gli Italiani che vantaggio ne trarrebbero? Urge spiegare all’elettorato le scelte politiche e dedicarsi ad un’opera di divulgazione che sia porta a porta e non solo di tink tank televisivi che, oltre ad aver perso audience, sono comprensibili da una modesta parte dell’elettorato. 
Se le ultime primarie indette dal PD hanno lasciato lo strascico di polemiche, che fanno quasi pensare che non ci sia un partito ma solo fazioni, giova a tutti -anche agli altri partiti che vogliono introdurle- rivedere quale debba essere il ruolo dei partiti secondo la Costituzione. Infatti, anche dove non ci sono stati ricorsi, le primarie hanno costruito delle mini correnti personali, da giocare ai congressi. Penso, invece, che sia necessario riprendere il più ampio dibattito all’interno delle forze politiche, perché gli elettori devono conoscere quale è la visione del futuro che viene loro prospettata e quale la strategia per raggiungere gli obiettivi annunciati. La “leopolda” dovrebbe essere un metodo -interno al partito- per far dibattere tanti tavoli tematici e costruire una proposta che viene poi presentata alla opinione pubblica, “arando” i territori con dibattiti e i incontri, circolo per circolo, associazione per associazione, ecc. 
Il governo Renzi ha compiuto solo un anno. Non c’è dubbio che non è mai accaduto che in così poco tempo un governo abbia aperto tanti fronti di riforme, che erano state annunciate da decenni (ricordiamo, per tutte, la “Grande Riforma” di Craxi).  Non mi nascondo nemmeno che ci sono anche molte resistenze attorno alle riforme che hanno già passato l’esame di almeno una delle due Camere, ma è vero che se non si comincia da qualche proposta, a suo tempo annunciata nelle primarie, il PD non finisce di consolidare la propria presenza nel Paese, come partito capace di rivolgersi ad una platea interclassista, riferimento del nuovo partito democratico. 
Non è stato, forse, il segretario fondatore del partito, Veltroni, a identificare il PD come a vocazione maggioritaria? È lo scopo che anche Luigi Sturzo affidava alla funzione dei partiti, affinché la democrazia consentisse l’alternanza -premio o castigo- da parte degli elettori. 
Per ora appaiono fuori dall’agenda politica alcuni grandi temi che riguardano il welfare. La scuola è stata aggredita, come pure il  lavoro. Le liberalizzazioni, le semplificazioni, soprattutto per quanto riguarda i servizi più diretti e vicini al cittadino, sono timide. 
Il sistema sanitario e quello assistenziale (lasciati troppo soli gli enti locali) non trovano riscontro in una alta proposta riformatrice del governo. Per quanto in particolare riguarda la sanità, urge capire come avverrà la riforma del Titolo V della Costituzione, per evitare che i cittadini siano di serie A, B o addirittura Z a seconda della Regione in cui vivono. 
Anche la politica estera deve assumere un ruolo speciale nel rapporto con l’elettorato. Certo che se l’ignoranza storica è quella che appare in molte occasioni di confronto pubblico, non può essere capita nemmeno la geopolitica. Diventano astrusi tutti gli argomenti sull’ondata di rifugiati politici o sulla situazione di gravi crisi che circondano il Mediterraneo. Attribuisco alla chiarezza delle parole della politica un grande compito educativo e, perfino, didattico. 
Alla paura, quando non disperazione, dei nostri concittadini deve offrirsi uno Stato che garantisca la giustizia sociale. Questa è: un fisco equo, rapporti con gli “sportelli” in modo tale che i cittadini si sentano serviti invece che… sopportati. Ci si aspetta che le istituzioni -in strutture e in personale- siano amiche dei cittadini, non cerchino di sorprenderli “in castagna” per far valere la faccia feroce dello Stato. 
Mi piace ricordare i volti  della Repubblica che il Presidente Mattarella ha evocato nel suo alto discorso di insediamento. Il cittadino incontra quei volti a scuola, all’ospedale, in municipio, ecc. 
Uno Stato solidale con i suoi cittadini renderebbe più difficile quella ribellione che aumenta nei sondaggi i consensi alla Lega più retriva, alla destra antistato, al movimento grillino, quando addirittura non crea condizioni per cui ci siano giovani che desiderano arruolarsi come foreign fighter.  
Anche queste notizie ci turbano ma devono, soprattutto, suscitare una riflessione sul perché, per esempio, quaranta ragazze australiane abbiano voluto arruolarsi nell’ISIS, la cui cultura è la negazione totale del valore individuale delle donne. Se i giovani in vari modi, arruolandosi al terrore o semplicemente disimpegnandosi a casa propria, sono alla ricerca di qualcosa che non trovano nella nostra società, non possiamo voltarci da un’altra parte. 
La società fatta da individui invidiosi, rancorosi e sospettosi di tutto ciò che è pubblico, deve essere guidata verso comportamenti solidali che costruiscono la comunità. Lo Stato solidale non è fondato sul buonismo o sul volontarismo, piuttosto su regole chiare, precise e fatte rispettare. Si comincia dalle piccole cose fino agli impegni di grande rilievo sociale: non sporcare le strade, rispettare le soste, i divieti, la velocità. Chiedere scusa e ringraziare: in una parola desiderare di vivere in un ambiente migliore e in continuo miglioramento. 
A Gangi, preziosa cittadina della Sicilia,  le strade sono pulitissime, il territorio è ridente e il comandante della caserma dei Carabinieri non ricorda quando ci fu l’ultima denuncia per furto. Credo che possiamo incontrare tanti di questi esempi in Italia, perché non in tutta l’Italia? 
Piace vedere negli interstizi fra i sanpietrini o fra le griglie sui marciapiedi una quantità ripugnante di cicche di sigaretta oppure di  cicche da masticare? 
Lo Stato cerbero e burocratico, che vuole sorprendere in difficoltà il cittadino, invece di assisterlo e accompagnarlo, se va bene suscita l’antipolitica, altrimenti fa scendere in piazza i forconi, non solo quelli materiali, ma anche quelli di intima ribellione. Le strade sono in modo intollerabile frequentate da mendicanti, rom, stranieri che rasentano lo stalking verso i cittadini. Cosa aspettare per pianificare una strategia di ordine nelle città? 
L’allarme di questi giorni ha fatto aumentare la presenza delle forze dell’ordine nelle città, tuttavia osserviamo molti addetti alla sicurezza, che fanno gruppo, in centro mentre le periferie sono pressoché sguarnite completamente di agenti. Vigili urbani, poliziotti, carabinieri, finanzieri rappresentano per i cittadini un messaggio di sicurezza. 
Se la spending review ha molto ridotto questi corpi, bisogna spiegare ai cittadini che potrebbero essere necessari più fondi (tasse) per potenziarli. Lo Stato amico spiega ai suoi cittadini come finalizzare le tasse e come tagliare gli sprechi. 
Mi sembra bello ricordare una frase pregnante di Sturzo: la buona politica è servire non servirsi. (m.g.)

Pensieri in viaggio / Marzo 2015


Campioni
Massimo Rendina e Michele Ferrero. Non ugualmente noti al grande pubblico, ma entrambi campioni di civismo e di patriottismo. 
Il primo, partigiano, direttore del primo Tg della Rai e impegnato fino alla morte (94 anni) in ogni attività che fosse formativa, soprattutto per i giovani. 
Il secondo, noto in tutto il  mondo, ha mantenuto in Italia la multinazionale Ferrero, non ha subito 1 ora di sciopero, ha creato un welfare aziendale. Ha dimostrato quanto sostiene Papa Francesco, che c’è un capitalismo che serve alla persona invece che asservirla.  

Fondi neri
Finalmente Papa Francesco ha definito peccato gravissimo pagare in nero i lavoratori ed evadere le tasse. 

Privatizzazioni
Modeste. 

Semplificazioni
Lontane: stanno aumentando le pratiche burocratiche; per  autotutela in ogni servizio pubblico aumentano le procedure e quindi le difficoltà per i cittadini. Bel risultato! 

Calcio
Inaccettabile che sia pericoloso andare allo stadio. Inaccettabile la complicità fra società e caporioni delle tifoserie. Siano alleati, invece, per far tornare lo spettacolo delle partite un vero divertimento. La sicurezza dei cittadini merita, in caso contrario, misure molto drastiche: partite a porte chiuse, daspo definitivi, riparazione danni, ecc. 

Charlie Hebdo
Siano bentornate le vignette, purchè facciano ridere, senza causare danni “mortali”. 

Mi piace. Mattarella style.  

Non mi piace. Gino Paoli style. E di tutti quelli che diventano ricchi e famosi in Italia e portano residenza e soldi all’estero.  

Mi piace. Che gli hacker combattano l’ISIS. 

(m.g.)

domenica 8 febbraio 2015

Mix Newsletter / Febbraio 2015


OPERAZIONE POLITICA PERFETTA

Confesso che sabato mattina 31 gennaio, per la prima volta, mi è dispiaciuto di non essere più in Parlamento.
Commossa ho seguito l'elezione del Presidente della Repubblica. Siamo fortunati ad aver avuto una larga convergenza su Sergio Mattarella; ancora una volta il Parlamento non ha sbagliato.
Eppure in questa assemblea, questa volta, erano di più i grandi elettori che non avevano avuto modo di conoscerlo direttamente. E, infatti, anche quei parlamentari che non lo hanno votato, ma l'hanno conosciuto, non hanno potuto evitare di descriverne le caratteristiche personali.
Sobrio, mite, rigoroso: tutte le doti attribuite sono note a chi lo conosce e spero siano auspicio per le generazioni di politici che si appassioneranno a quella attività che secondo Paolo VI ha definito "forma esigente di carità ".
Abbiamo registrato con soddisfazione che il PD ha trascinato la volata e con la sua compattezza ha testimoniato che senza partiti non vive la politica. 
È stato un Parlamento "acerbo" ad offrirci uno spettacolo di due anni fa. I giovani parlamentari erano arrivati in Parlamento pieni di entusiasmo e poveri di esperienza. “Sono stato votato dai miei supporter e rispondo solo a loro”. Consultazione via net work, ecc. 
Le istituzioni sono cosa seria!
Perfino i partiti che entrano in Parlamento, portati dall’antipolitica, alla fine si sottomettono al suo alto compito di rappresentanza non solo delle contestazioni ma anche delle attese dei cittadini: è successo alla Lega, molti del M5S lo stanno dimostrando, a suo tempo l'Uomo Qualunque è scomparso senza lasciare il segno...) È stato votato il più limpido rappresentante di uno stacco dal passato: non sembri una contraddizione rispetto al suo stato anagrafico. È una specie di rivincita della politica  rispetto al mito giovanilista. 
Il Paese va rappresentato TUTTO, cioè il suo passato e il presente per poter marciare verso il futuro, avendo chiara la rotta. Il passato di un popolo è la sua storia; il passato delle istituzioni è la loro evoluzione causata dall'intreccio di condizioni economiche, culturali e perfino ideologiche, interpretate dai Partiti.
Mattarella non è la DC che ritorna (lo è ancora meno Matteo Renzi!), perché la storia non si ripete. Non si preoccupino quelli che temono di morire democristiani! La DC ha concluso il suo ciclo storico (anche per loro) avendo portato a termine la sua funzione di garanzia del pluralismo politico, dell'europeismo, dell'atlantismo; e quando il PCI ha dovuto concludere la sua storia precedente di antagonista per divenire parte in causa nel governo del sistema.
Occorre conoscere la storia per amare e saper fare politica. I nostri giovani leggano i curricula dei Costituenti e dei loro propri predecessori.  
È vero che basterebbe aver compiuto 50 anni per essere eletto Presidente della Repubblica, ma credo che senza esperienza professionale e istituzionale non si è "competenti” ad assumere l'alto compito di rappresentare l'unità  (art. 87 Cost).  
I concittadini evocati dal Presidente Mattarella sono di tutte le età ed anzi in Italia abbiamo la popolazione anziana tra le più numerose al mondo. Stucchevole l'età per giudicare le competenze. È un fatto che sia in Parlamento che nel Paese la più parte delle persone non avevano precedentemente conosciuto Sergio Mattarella.
I grandi elettori si sono fidati di un metodo di scelta squisitamente politico ed hanno ottenuto un risultato che riqualifica il loro ruolo.
Il discorso di Renzi ai suoi gruppi parlamentati è stato il discorso perfetto di un Segretario di Partito. Ora è indispensabile non perdere di vista il nobile compito dei partiti che è, innanzitutto, la selezione della classe dirigente interna e per il Paese.
Il PD che, nuovo Crono, ha distrutto i suoi primi segretari, è finalmente uscito dal noviziato: è vivo il PD vero, ed è, forse, finita  la transizione. Non è stato ancora il tempo di una donna: sarà la prossima volta. È bella la storia delle Jotti, Anselmi, Seroni, Martini, Tedesco: le donne della stagione delle riforme, dal diritto di famiglia alla riforma sanitaria, passando dalla legge sulla maternità, l'adozione, violenza sessuale, ecc. Tutte capaci di essere "pontiere" nei loro partiti, perché si trattava spesso di posizioni "sensibili"...
Mattarella accompagna la stagione delle riforme e apre la “terza repubblica” (è noto che penso sia la Seconda, perché solo ora avviene un radicale mutamento istituzionale, ma ormai la conta è quella e mi adeguo). La sua elezione dà senso al secondo mandato di Napolitano e ne riscatta le dimissioni.
Sul Colle abita una persona che capisce e si dedicherà "alle sofferenze e alle speranze" degli Italiani. Vorrei che lo si guardasse -soprattutto i giovani- come esempio per recuperare il senso e la funzione della politica che porta un professore, dai suoi studi, al Quirinale, con una vita sobria, laboriosa, esemplare. È la sua storia personale di cattolico democratico che lo accredita idoneo ad attraversare questa nostra stagione di cambiamenti epocali a livello planetario, e radicali in casa nostra. Il cattolicesimo democratico è una linfa indispensabile alla buona politica: introduce quell'umanesimo che tempera l'eccesso di superomismo tecnologico, scientifico, relativista, nichilista.  
È il fondamento della cultura europea, ingrediente indispensabile per rilanciare Il processo di costruzione degli Stati Uniti d'Europa.
In Europa bisogna esserci! Abbiamo per ora un Parlamento che ha votato organi precedentemente nominati dai Governi, ma non siamo ancora nella pienezza dell'ordinamento democratico. Mi chiedo perché il governo italiano e il parlamento non organizzano un sistematico collegamento che non sia solo una Commissione parlamentare. Forse ci dimentichiamo che oltre alle rappresentanze politiche nelle istituzioni internazionali sono molto importanti e di aiuto essenziale gli ‘sherpa', cioè quei tecnici che sono espressione di ciascun Paese e vengono inviati per un certo numero di anni ad occupare posti dirigenziali e organizzativi. Esiste una modalità sistematica perché i Ministri conoscano i nostri espatriati, li convochino, li mettano in rete con i parlamentari eletti in Europa? Se ciascuno è collocato in un "limbo" sia pure prestigioso, che ne viene all'Italia? L'attivismo meritorio di Renzi di far "cambiare verso" all'Europa ha bisogno di supporto continuativo. È facile, per chi conosce le sedi degli organismi internazionali, accorgersi che, ad esempio, un funzionario inglese sente le spalle coperte dall'Union Jack e constatare, invece, la solitudine dei nostri. I risultati si ottengono se garantiamo continuità e copertura a chi deve fare la "guardia al bidone" tutti i giorni.  La marcia verso gli Stati Uniti ha bisogno di visione, passione, organizzazione. Il Paese è debole se la politica è debole. Stiamo vivendo giorni in cui si vede che la politica è cosa seria e che con le furbizie si perde la bussola.
Che sia la volta buona? Un argomento in più per essere grati alla elezione di Sergio Mattarella. (m.g.)

MIX Newsletter / Febbraio 2015 / Il Presidente

“Il pensiero va prima di tutto 
e innanzitutto 
alle sofferenze e alle speranze 
dei nostri concittadini”. 

Pensieri in viaggio / Febbraio 2015


Ebola. Finito l'allarme per gli occidentali, di Ebola non si parla più E' rimasta africana. 

Ora. Il Commissario Sala ha dichiarato che non si sta perdendo nemmeno un'ora per essere pronti ad inaugurare Expo. Ci sono state tante ore lavorative per anni, in cui lavorare giorno e notte, festivi compresi.  Non abbiamo mai visto come fanno all’estero, nei Paesi ad alta produttività? 

Sud. Non è accettabile un Paese diviso in due. I contratti di lavoro al sud, gli ospedali al sud, le scuole al sud sono per cittadini Italiani diversi da quelli del nord? Un presidente siciliano darà impulso ad un vero "Progetto Sud"? Bisogna amare il Sud e l'Italia, per avere risultati grandi per tutti. 

Jeans e cravatta. Chi veste informale nelle cerimonie istituzionali e nei luoghi di rappresentanza, che messaggio intende dare? DI pauperismo? Piuttosto di vetero  conformismo (ormai è anticonformista chi veste elegante). Il rispetto per le istituzioni, per se stessi e per chi si rappresenta, mi pare una prima scelta. 

Sicurezza. Vediamo in città e in punti sensibili molte forze dell'ordine. Non so se sufficientemente pronte a reagire in caso di necessità (Francia docet). Tocca anche a noi cittadini vigilare e aiutare. 

Accattonaggio. È troppo diffuso e molesto e si rischia una ribellione dei cittadini. È vietato e penso sia possibile seguire tutti gli abusivi che vendono oggetti di ogni tipo fino a dove si ricoverano la sera e interrompere un fenomeno  che oltre ad essere inaccettabile, alimenta il racket di ogni tipo. 

Roghi. Non guardiamo e chiediamo che non vengano rese note le immagini degli orridi assassinii dei jiaidisti. Facciamo il loro gioco accettando la loro tecnica comunicativa. 

Basta. Penso sia il caso di tenerci in gola qualche espressione “libera” e volgare se fa male (tanto male!).