mercoledì 10 luglio 2013

Luglio 2013 / Pensieri in viaggio


Spy Story. 
Nessuno al mondo ignora che ci sono sempre stati i KGB, Mossad, Cia… mi sembrano tutti Alice nel paese delle meraviglie! Lo spionaggio è sempre esistito e, possiamo esserne certi, esisterà! Oggi, certamente, i nuovi mezzi e la Rete possono essere nelle mani anche di privati, senza scrupoli, alla ricerca di soldi. E ne possono capitare di tutti i colori.

Strepitoso Francesco. 
Papa Francesco compie il suo primo viaggio in Italia non in una grande città o in occasione di un evento straordinario, ma a Lampedusa. Là arrivano i disperati della terra: quelli che fuggono dalla fame e dalla guerra. Senza troppe parole, ma con l’esempio, il Papa decide di stare con gli ultimi. E tra questi ultimi, la maggioranza è di musulmani. E’ chiaro il messaggio: ai cristiani il Vangelo impone la scelta preferenziale dei poveri. E quanto al fenomeno dell’immigrazione, la Chiesa non può non schierarsi. Non con il buonismo ma con regole certe che salvaguardino la dignità di chi accoglie e di chi si rifugia.

L’orologio della vita. 
Dal 1951 i progressi della ricerca medica e farmacologica hanno contribuito ad aumentare l’aspettativa di vita di tre mesi ogni anno (sei ore al giorno!). Grande la responsabilità della politica per programmare il welfare e di ciascuno per rispettare la propria salute con corretti stili di vita

MIX Newsletter / Luglio 2013 bis


STATI UNITI D’EUROPA
Sono il comune futuro 
delle nuove generazioni. 
Non solo un sogno o utopia 
ma il destino, l’approdo 
di una civiltà che ha insegnato 
il diritto e la pace.
L’Europa unita 
è la nuova Patria comune 
per la quale suscitare passione 
e indirizzare alla politica, 
buona e alta, i giovani.

Mariapia Garavaglia

MIX Newsletter / Luglio 2013


BALNEARE?

Balneare è un aggettivo che rimanda a storie di Governi brevi della prima Repubblica ed è un aggettivo che non dobbiamo né volere né potere attribuire al Governo Letta. Purtroppo in questi primi giorni di luglio sono ritornate avvisaglie antiche: si è chiesta una “verifica”, si è convocato un “vertice” e, infine, si è fatto riferimento ad una cabina di regia per guidare il programma della strana alleanza.
Strana, ma per ora senza alternative, e necessaria al Paese; le larghe intese si sono rivelate utili in diversi paesi e in varie fasi della storia, quando le crisi da attraversare hanno esigito coesione.
Si pensi alla distanza fra De Gasperi e Togliatti eppure fecero il primo governo di larghe intese!
La legislatura si è aperta con una generale delusione per tutte le forze in campo e, non mi nascondo, che il risultato più difficile da ammettere è stato quello del PD. Questo ha condizionato tutte le fasi successive fino a dover pregare il Presidente Napolitano di rimanere al suo posto. Dopo le “reprimende” del Presidente della Repubblica ai Partiti, credo sia necessario che questi diano seguito ai fragorosi applausi che hanno dedicato a Napolitano durante il suo discorso in Parlamento. I parlamentari hanno applaudito perché condividevano? Allora devono mettere a frutto gli impegni assunti, il primo dei quali è la nuova legge elettorale.
Sia il PD che il PDL ragionano attorno alla riforma elettorale nella ricerca di una cosiddetta norma di salvaguardia, cioè una riforma che non trovi impreparato il Paese nel caso ci siano elezioni anticipate. Ciò significa una legge transitoria, precaria, perché si vorrebbe approvare una “vera” riforma elettorale solo dopo la più ampia riforma istituzionale.
E’ noto, tuttavia, che le leggi elettorali non dipendono dall’architettura istituzionale né la determinano. E’ ora e tempo di offrire agli Italiani uno strumento che consenta di scegliere i parlamentari e di far conoscere la propria propensione verso le eventuali, necessarie, alleanze per governare.
Il PD aveva offerto agli Italiani la propria “vocazione maggioritaria” ma non ha fatto seguire scelte coerenti; sia nella XVI Legislatura che in quella attuale i partiti aggregati alla propria lista, appena ottenuto il risultato elettorale (che senza il PD non avrebbero raggiunto), si sono ripresi la loro libertà… Spero che la lezione sia stata appresa.
Purtroppo le fibrillazioni interne a tutti e tre i partner di governo rendono difficile la navigazione di Letta eppure, nonostante i piccoli passi e i rinvii, è chiara la rotta e la metodologia per non far deragliare l’alleanza. La responsabilità maggiore è, ovviamente, del PD che ha il suo vice segretario alla guida del governo. E ora, come già nel 2008, sul Governo e sul Primo Ministro si addensa la nube del congresso del PD.
Non ci nascondiamo che anche il PD ha subito l’influenza di una certa antipolitica e attraverso modificazioni statutarie, sia pure transitorie, ha tentato di dare risposte che, in quanto parziali e contingenti, sono state più negative che positive. Che tutto il partito (e il Paese) sia costretto a parlare più di Renzi e delle regole interne invece che delle priorità degli Italiani, la dice lunga sulla nostra capacità di riscuotere interesse e consenso per la politica.
Uno statuto c’è e basterebbe rispettarlo perché siano garantite le esigenze di tutelare il Governo e di garantire la competitività fra candidati. C’è quel proverbio che parla di gattini ciechi che, non vorrei, si adattasse ai nostri comportamenti. Infatti, anche la vicenda della abolizione delle provincie, dimostra come rispondere frettolosamente a richieste populiste, dipendenti solo dal problema finanziario, invece che da ponderate scelte istituzionali, non consente di raggiungere l’obiettivo prefissato. Ci ricordiamo la violenta polemica contro Franceschini che si era permesso di ricordare che, fra voler abolire le Provincie e raggiungere effettivamente il risultato, ci sarebbe stato di mezzo un lavoro difficile e approfondito, considerando che si tratta di modificare la Costituzione? Si ripetono le intempestive decisioni anche sugli F35 e si potrebbe continuare a lungo. Sarà bene incominciare a spiegare al Paese i programmi reali e non populisti che intendiamo attuare.
E il congresso dovrà servire esattamente a ciò.
Infatti ai cittadini Italiani interessa sapere, entro breve, come sarà riattivato il mercato del lavoro, come rendere più equo e trasparente il fisco (il cittadino corretto che sbaglia viene perseguitato, mentre l’evasore pentito viene premiato!), e come attuare la sburocratizzazione più radicale, per liberare i cittadini da asfissianti, e spesso, costose, incombenze.
Molto opportunamente Enrico Letta ha incorniciato il suo programma nel contesto europeo. Non aveva finito di giurare che già era in volo per raggiungere le capitali europee e da allora non ha cessato di lavorare perché anche il G8 e Bruxelles acquisissero come prioritari i temi sui quali ha espresso (come ha dichiarato) la sua “ossessione”: lavoro per i giovani e sblocco dei fondi per finanziare grandi interventi strutturali.
L’Europa deve essere davvero una priorità politica affinché non sia la tecnostruttura a guidare i fenomeni. Tutti gli atti di Enrico Letta stanno dimostrando che non solo è possibile ma è l’unica strada per completare il disegno della sua unità.
L’anno prossimo eleggeremo il nuovo Parlamento europeo e l’Italia guiderà il semestre europeo. Sono occasioni cui prepararci con informazione e promozione di idee e di programmi.
Un Paese Fondatore deve sentire una speciale responsabilità verso il traguardo finale: gli Stati Uniti d’Europa.
(m.g.)

Ultimo


L’ultimo dei Costituenti, 
il senatore Emilio Colombo
ci ha lasciato il 24 giugno scorso.

E’ stato un rappresentante che ha degnamente servito gli italiani e la Nazione in tutti i ruoli che ha rivestito. Un giovane ventiseienne è diventato Padre Costituente ed ha attraversato la storia della nostra Repubblica rivestendo più volte incarichi ministeriali e di Capo del Governo, nonché di Presidente del Parlamento Europeo. Ha mantenuto uno spirito europeista che non ha mai mancato occasione di promuovere.
Ha frequentato il Senato in modo ammirevole, fino agli ultimi giorni della sua vita ed è intervenuto sempre, con discorsi propositivi, nelle sedute dedicate alla politica europea e alle fiducie.
Il caso ha voluto che per la sua anzianità presiedesse il Senato all’avvio della XVII Legislatura.
In occasione del suo novantesimo compleanno ho potuto parlare in Aula a nome del gruppo del PD per onorarne la figura, l’impegno, la personalità. Ho potuto ricordare un fatto esemplare, dal grande valore pedagogico: ha infatti chiesto scusa agli Italiani per una debolezza umana di cui era stato vittima.
Fortunatamente Arrigo Levi ha potuto raccogliere una grande intervista di Emilio Colombo che è raccolta in un libro presentato al Salone di Torino, quest’anno.
E’ con commozione che penso alla qualità umana, culturale e professionale dei Padri della Costituzione e coltivo il desiderio che vengano studiati per conoscerli e poterli imitare, a servizio della Patria. (m.g.)

sabato 22 giugno 2013

Giugno 2013 / Pensieri in viaggio


Enzo Tortora
A Milano lunedì 17 è stato inaugurato un Auditorium dell’Amministrazione Provinciale dedicato a Enzo Tortora, nella precisa ricorrenza del 30° anniversario del suo arresto. Doverosa la dedicazione e abominevole il delitto dello Stato: carcerazione preventiva e accuse senza prove. Abbiamo ancora molto da fare in un Paese che è stato culla del diritto.

Donne in rosso
Mercoledì 19 giugno le donne parlamentari sono entrate in Aula indossando qualcosa di rosso per ricordare il dramma delle donne in Turchia. Una bella iniziativa forse poco divulgata. E’ sempre importante che le donne si muovano: è nelle loro mani il cambiamento delle società.

Giornata del Rifugiato
Il 20 giugno è la giornata del rifugiato. Decide di migliaia di morti nel tentativo di fuggire da morte, fame e violenze e grandi difficoltà per ottenere lo status di rifugiato. C’è molto da fare. Siamo gli eredi di quella Roma che inventò l’Asilum: un vallo presso la città per accogliere i rifugiatiPerfino la Cina per la riforma del proprio Codice Civile si ispira al Diritto Romano. Perché siamo tanto arretrati?

MIX Giugno 2013 bis

PARTITI E DEMOCRAZIA

Le elezioni amministrative sono alle spalle con risultati positivi per il PD e, complessivamente, preoccupanti invece per la passione civile che manca: quasi metà degli aventi diritto al voto non hanno partecipato. E’ un dato allarmante che non può lasciare tranquille le forze politiche.
Anche la pronuncia della Corte Costituzionale è passata senza aver scosso più di tanto il Governo. Berlusconi stesso ha voluto rassicurare circa la indifferenza della sentenza sul sostegno al governo, ma i ministri PDL hanno abbandonato la seduta del Consiglio dei Ministri per recarsi a Palazzo Grazioli. Anche questa è una scelta poco rassicurante circa il rispetto delle istituzioni o, forse, circa la stessa concezione che si ha (o non si ha più) della dignità delle Istituzioni.
Anche il “grillismo” sembra ormai alle spalle: un gruppo di parlamentari invece di essere fedele alla rappresentanza democratica e allo spirito e alla lettera della Costituzione sono tenuti in ostaggio dal Capo del movimento e dalla Rete.
Nel frattempo tutte le Assemblee nazionali di categoria che si sono svolte in successione, a Roma, in questo mese (Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) hanno lanciato ormai non più segnali ma precisi allarmati messaggi circa la tenuta del quadro imprenditoriale del Paese, sia manifatturiero che terziario.
Credo di non essere l’unica che, anche in strada, viene rimbrotatta con basta! Non se ne può più!… invece di parlare di che cosa
effettivamente e concretamente fare per il lavoro, la disoccupazione giovanile e il fisco si questiona sul presidenzialismo e semipresidenzialismo.
E’ la ricerca di un alibi insensato quella di coloro che pretendono di completare le riforme istituzionali prima di modificare la legge elettorale!
I 18 mesi, che il Presidente Letta si è dato, scorrono veloci e se alle parole non corrispondono i fatti, la fribrillazione del Paese non potrà essere a lungo domata e se non fosse pronta la nuova legge elettorale cosa dobbiamo aspettarci quanto alla partecipazione dei cittadini?
Il rilancio della politica, come strumento che interessa tutti i cittadini per risolvere i problemi attuali e per offrire prospettive per il futuro, esige una rinnovata vitalità dei partiti. I Movimenti e la Rete non sostituiscono il rapporto personale e con il territorio per offrire una visione della società, raccogliere umori e proposte, esercitare il controllo democratico. I sondaggi, la Rete e perfino le
parlamentarie distruggono il ruolo fondamentale dei partiti. Difatto costruiscono le “correnti” sulle persone e quindi diventa veramente vana la contestazione del correntismo e della personalizzazione. Al contrario, la politica si costruisce attraverso la proposta di una idea di società che si vuole costruire con il consenso dei cittadini. Il disegno che raccoglie la maggioranza dei consensi è quello che deve essere realizzato con una coerente classe dirigente: competente, onesta, trasparente. Non mi sembra che il panorama attuale offra queste caratteristiche e perciò da qui bisogna ripartire.
Nel governo attuale che pure, anche sul piano internazionale, è in grado di dimostrare capacità, figurano ministri che non sono mai stati nemmeno consiglieri comunali. Il cursus honorum di molti parlamentari è caratterizzato solo dall’età, che viene espressa ogni volta che sono citati, proprio come accade sui rotocalchi per i divi.
Non basta nemmeno andare in bicicletta o a piedi o fingere di essere “normali” cittadini, perché non lo si è, quando si è investiti di una responsabilità e autorità che devono essere al servizio dei cittadini. Non privilegi ma strumenti per lavorare meglio, efficacemente, senza perdita di tempo devono essere usati nell’interesse del popolo che, quando è correttamente informato, è in grado di distinguere la buona politica da quella cattiva, come anche i politici. E’ un ragionamento che investe anche il giovanilismo ai vari livelli rappresentativi, perché in realtà nasconde molti altri problemi. Ad esempio, dopo tre legislature un trentacinquenne ha solo cinquant’anni; se non ha mai lavorato che cosa farà da giovane pensionato e con quale pensione? E’ evidente che da troppo tempo ormai si parla della vita democratica del Paese solo in maniera superficiale e con un occhio solo a stipendi e diarie, invece di approfondire, capire e spiegare quali sono i costi della democrazia (veri!). Purtroppo il malaffare di molti (anche incompetenti) ha attirato un disprezzo generalizzato che impedisce di osservare attentamente ciò che serve, distinguendolo da ciò che non solo è inutile, ma anche fraudolento.
Con la stessa superficialità si pone il problema dell’elezione diretta del Capo dello Stato. Per accontentare un alleato momentaneo si può chiedere di modificare l’intera Costituzione? Sarà meglio avere un Capo dello Stato eletto solo dalla maggioranza, che rappresenta una parte del Paese contro l’altra? Se leggiamo la Carta del 1947 e le modifiche apportare negli anni recenti ci accorgiamo di quanto più chiara fosse quella originaria e che confusione di poteri è stata introdotta per “accontentare” un federalismo di propaganda.
Nei sistemi democratici si toccano con cautela i meccanismi che garantiscono le parità di diritti e di doveri. Ai partiti è chiesto di assumere il ruolo di guida nei processi democratici. Se i partiti assecondano l’alea dei contingenti populismi rinnegano se stessi, inducono nell’opinione pubblica l’idea che sono inutilmente costosi e dannosi, e lentamente erodono la democrazia che si trasforma in oligarchia elitaria.
Sono pericoli che vedo e che, però, so che siamo in tempo per evitarli.

DIFENDIAMOLA!






































Mariapia Garavaglia